Istituto Magistrale addio!

Istituto Magistrale addio!

Chiude dal settembre prossimo una delle prime Scuole Superiori della città di Castelfranco.

La nuova perdita era stata annunciata e dalla stampa arriva
la conferma: l’Istituto Maria Assunta, gloriosa scuola che a partire dal primo
dopoguerra ha formato migliaia di insegnanti e tanti diplomati, inseriti negli
anni nel tessuto sociale del nostro territorio, chiude i battenti. Dal prossimo
anno Castelfranco Veneto conterà un Istituto superiore in meno, confermando una nuova
sofferenza nell’offerta formativa al territorio.

L’Istituto Maria Assunta, del quale anche la sottoscritta è
una ex allieva, è stato una importante opportunità di formazione per insegnanti
nella nostra zona, con un indirizzo che
la scuola pubblica non aveva. La qualità della formazione era garantita dalla
proverbiale severità degli insegnanti , in parte religiose dell’Ordine delle
Suore della Riparazione, che avevano la casa madre a Milano ma che a
Castelfranco avevano messo profonde radici.

La linea guida di questo Istituto, come del resto per la
scuola pubblica, è stata da sempre quella della formazione umana oltre che
dell’istruzione e della preparazione all’insegnamento, ma c’era in più
l’impostazione di una scuola cattolica che garantiva una formazione aperta
e attenta al contesto sociale nel quale erano inseriti i giovani che le erano
affidati. Grande era l’attenzione agli aspetti pedagogici e alla crescita della
persona, in una fase delicata come è quella dell’adolescenza.

Questa impostazione, che si è confermata negli anni, era
stata sempre apprezzata dalle tante famiglie che a questa scuola facevano
riferimento, a tal punto che quando le suore, a causa del calo delle vocazioni,
si trovarono costrette ad abbandonare Castelfranco dopo cinquant’anni di
presenza, gli insegnanti e i genitori decisero di costituirsi in Cooperativa
per dare continuità a questa qualificata realtà formativa. Di più: fu coinvolto
il Vescovo di Treviso con i parroci di Castelfranco e l’edificio fu acquisito
dalla Curia circa 10 anni fa proprio per garantire continuità alla scuola e
all’attività educativa e formativa da parte degli insegnanti.

A tutto ciò non fu estranea l’Amministrazione Comunale che,
in quel difficile momento, operò affinchè la scuola rimanesse in città
affiancando genitori, studenti ed insegnanti, interagendo con le suore, interloquendo
con i parroci e con il vescovo e identificando fin dal 2002, nella variante al
piano regolatore generale, l’edificio sede della scuola come immobile ad
esclusivo uso scolastico.

La cooperativa costituita da genitori ed insegnanti si
adoperò quindi per ampliare l’offerta formativa e al Liceo Pedagogico furono
affiancati nuovi indirizzi rivolti all’Europa, con le lingue straniere, con
l’attività coreutica, con la musica… In questo modo il numero degli iscritti e
delle iscritte garantiva la formazione di classi complete e la possibilità di
sostenere i costi con rette accettabili per le famiglie. Per alcuni anni la
situazione ha retto senza grossi problemi anche se l’impegno per dare
continuità a questo centro di formazione nel territorio è sempre stato alto e
tutti gli addetti, dai dirigenti, agli insegnanti, alle famiglie, non hanno mai
abbassato la guardia.

Poi la riforma scolastica è intervenuta a condizionare
fortemente l’offerta formativa e le sofferenze della scuola si sono fatte più
evidenti dato che la “concorrenza” delle altre scuole si è fatta sentire. Fino
all’epilogo di questi giorni. Dal prossimo anno non ci sarà più l’istituto castellano
di Borgo Treviso, al polo scolastico castellano mancherà una delle scuole che
ne hanno fatto la storia e che hanno contribuito alla crescita culturale e
umana di tante generazioni. Mi sarebbe piaciuto che il Comune si fosse fatto
carico di questo momento delicato, mi sarebbe piaciuto che l’Amministrazione
comunale avesse avviato qualche contatto con la Curia affiancando la
cooperativa e cercando di mantenere
questo Istituto vivo e presente. Invece niente, anche questa perdita si
consuma nel silenzio del Palazzo che della scuola non si occupa.

Perdiamo edifici, perdiamo indirizzi, accorpiamo Istituti
comprensivi anche se non è necessario, perdiamo posti di lavoro, professionalità
e competenze. Castelfranco continua a spegnersi nell’indifferenza di chi ha
responsabilità di governo, di chi avrebbe invece  il dovere di tutelare, sostenere e difendere
la sua comunità, le sue risorse, il suo tessuto umano, il suo futuro.

Castelfranco Veneto, 24 07 2012
Maria Gomierato

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